Michela Murgia, Istruzioni per diventare fascisti. Fascista è chi fascista fa, recensione di Vaifra Palanca

La sua tesi di fondo è che la democrazia, ormai vecchia di settant’anni, nata dalle ceneri del fascismo, fondata su principi di uguaglianza, giustizia, libertà di pensiero e di parola, sul riconoscimento della dignità delle donne, sul rispetto delle minoranze, sulle istituzioni e i rituali democratici è minacciata dal rigurgito di discorsi e valori propri del fascismo che si ripropongono camuffati, che si insinuano nelle maglie di tolleranza e di rispetto delle idee altrui che essa propugna.


Voglio rendere omaggio a Michela Murgia, ricordando questo piccolo libro, Istruzioni per diventare fascisti, pubblicato ben 5 anni fa, nel quale mette in fila, senza velleità politologiche, ma con la lucidità di chi è allenato ad osservare ed analizzare linguaggi e comportamenti, i pericoli che corre la nostra democrazia. Un grazie particolare per aver utilizzato la sua abilità di scrittrice: chiarezza di pensiero, proprietà di linguaggio, paradossi, ironia e dialettica, per focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti sociali, culturali e politici che caratterizzano il periodo storico che stiamo vivendo, rendendoli intuitivi, veri, vivi.

La sua tesi di fondo è che la democrazia, ormai vecchia di settant’anni, nata dalle ceneri del fascismo, fondata su principi di uguaglianza, giustizia, libertà di pensiero e di parola, sul riconoscimento della dignità delle donne, sul rispetto delle minoranze, sulle istituzioni e i rituali democratici è minacciata dal rigurgito di discorsi e valori propri del fascismo che si ripropongono camuffati, che si insinuano nelle maglie di tolleranza e di rispetto delle idee altrui che essa propugna. Non si può infatti parlare di ritorno del fascismo né di nostalgia, lo vieta la Costituzione, ma certi valori ritornano nel dibattito politico, nei discorsi pubblici, nel bisogno di stabilità e di certezze delle persone, senza che ci si renda conto del portato culturale di certe affermazioni e di certe scelte.

Il bisogno di un capo forte che decide in primis, che parla direttamente con il popolo assicurandolo, che neutralizza dibattiti e contestazioni, banalizzando problemi e soluzioni, individuando i responsabili delle crisi economiche, dell’insicurezza nelle fasce più deboli e fragili della popolazione, richiamando ognuno al rispetto del proprio ruolo secondo natura (donna=madre) utilizzando i potenti mezzi di comunicazione dando l’illusione a tutti di poter contare in realtà relegandoli in un calderone dove regna una grande confusione, esaltando la contrapposizione anche violenta contro il politically correct.


Ascoltando oggi la rassegna stampa quotidiana, vengono i brividi, sembra che tutti i passaggi, magistralmente descritti, verso la denigrazione e mortificazione della democrazia e l’affermazione di un pensiero unico, forte, identitario, siano già avvenuti. Probabilmente non abbiamo vigilato abbastanza. Il libro di Michela Murgia è ora più che mai attuale, offre, in modo chiaro, gli strumenti per poter discernere il significato di certe espressioni e di certi comportamenti e poter quindi mettere in atto tutte e azioni necessarie per difendere la democrazia.

Vaifra Palanca